GITA ASSOCIATIVA A MONACO – aprile / maggio 2012

il Municipio di Monaco molto alto con pinnacoli in stile neogotico e di fronte la statua dorata della Madonna in oro posta su una alta colonna

Arriva finalmente il giorno della partenza e venerdì 27 aprile ci troviamo in 27 all’appuntamento per prendere il treno per Monaco dalla stazione di Porta Nuova di Verona. Qualche ora prima era giunta l’inquietante notizia di una valanga che aveva interrotto la ferrovia del Brennero, ma i gentilissimi dipendenti delle ferrovie tedesche ci tranquillizzano affermando che avremmo superato l’ostacolo se non in treno in corriera. Invece nessun problema, il treno parte con pochi minuti di ritardo e la nostra efficientissima segretaria, Silvia, sistema tutti nei posti prenotati cercando di accontentare i partecipanti e favorirne l’aggregazione.
Viaggio piacevole con lunga visita al bar che ci ha offerto l’opportunità di conoscerci. Al nostro arrivo nella capitale bavarese, troviamo Roberta e Giovanni che ci accolgono con calore e che ci staranno vicini per tutto il nostro soggiorno dimostrandosi preziose guide e persone fantastiche. Brevissima sosta in hotel per depositare i bagagli e poi subito a mangiare al ristorante dove ci recheremo per tutte le nostre cene di questo viaggio. Buono il cibo e ottima la compagnia.
Dopo una notte trascorsa con qualche problema per gli insoliti cuscini e piumoni, rinfrancati da un’abbondante colazione alla tedesca, raggiungiamo il museo della BMW dove possiamo ammirare, toccare e in qualche caso anche salire su macchine prestigiose. Interessante anche lo shop che offre la possibilità di acquistare mille simpatici oggetti contrassegnati dal logo della famosa casa automobilistica.
In tarda mattinata ci rechiamo al museo della caccia e pesca dove possiamo toccare molti animali imbalsamati e in questo modo anche i non vedenti possono rendersi conto della forma e delle dimensioni di volpi, cervi, marmotte ed altri esemplari che non hanno occasione di poter toccare usualmente.

 toccando un grosso cervo esposto al museo della caccia e pesca

Usciti dal museo ci fermiamo a Marienplatz per ammirare il campanile della Rathaus con il suo carillon ingegnoso che al suono delle 12 si anima con tante marionette che si muovono seguendo la musica.

 le statue del carillon poste su una piattaforma girevole sulla torre del municipio scorrono dando la sensazione di muoversi e raffigurano cavalieri fanti e ballerini

Tempo libero per un frugale pasto e alle 14 ci ritroviamo nella centralissima piazza per raggiungere il museo di arte classica. Qui ci aspettano due guide che ci parlano delle numerose riproduzioni di statue greche e romane a grandezza naturale e realizzate in gesso. Ci permettono di toccarle dopo aver indossato dei guanti. Scopriamo così le forme perfette di atleti e guerrieri in movimento, dando vita ad un interessante confronto sulle nostre scoperte tattili sapientemente guidati dall’archeologa che ci ha accompagnati nella visita. Lodevole il suo impegno nell’aver da subito cercato di capire come farci apprezzare quelle opere d’arte che ha dimostrato di amare tanto. Insomma ottima disponibilità e attenzione!

 Maria munita di guanti esplora una statua raffigurante un giovane

Nel tardo pomeriggio stanchissimi torniamo in hotel e dopo cena neppure quegli strani cuscini riescono ad impedirci un buon sonno. Domenica 28 aprile, dopo la consueta abbondante colazione, partenza per il campo di concentramento di Dachau che dista pochi chilometri da Monaco. La visita si rivela molto interessante ed è resa ancor più suggestiva dalla presenza di molti reduci dovuta alla commemorazione per l’anniversario della liberazione del campo. Impressionante passeggiare in luoghi che sono stati teatro delle mostruosità che tutti conosciamo ma che solo chi ha avuto l’opportunità di calpestare quella terra, toccare quelle baracche ed entrare nelle camere a gas può capire fino ad arrivare ad avere la sensazione di respirare il sapore della morte e della crudeltà. I tedeschi soffrono molto il peso di questo loro passato tanto che anche il nostro Giovanni, figlio di italiani ma nato e vissuto sempre in Germania, non era mai entrato in quel campo perché oppresso da quel senso di rimorso che attanaglia appunto anche i giovani tedeschi che pagano la colpa dei loro padri. Un’altra testimonianza di questo fatto ce la fornisce una famiglia che uscita dal lagher dice con sconforto “ Noi abbiamo fatto questo ! “ Nel pomeriggio andiamo a visitare il castello di Schleissheim che con i suoi saloni, la scalinata in marmo, gli appartamenti del principe, e l’immenso e curatissimo parco, ricorda la reggia di Versailles. Molto bella anche la passeggiata nei giardini e decisamente simpatica la spiegazione della nostra guida Roberta.

foto dei giardini con sullo sfondo la facciata del castello di Schleissheim

Alla sera, dopo la buona cena, andiamo alla vicina festa di primavera dove troviamo un grande parco divertimenti con giostre da brivido. Un paio di grandi capannoni ricordano la famosa october fest anche se in misura ridotta e un po’ più umana.
Lunedì mattina shopping in centro prima di un’interessante giro tra le numerose bancarelle del Viktualienmarkt. Ci accompagnano due guide che ci fanno assaggiare i prodotti gastronomici di questa regione oltre a fornirci spiegazioni storiche e culturali sulla città. Assaggiamo così, formaggi, wurstel, speck ed altri insaccati, Pretzel pane salato per concludere con una dissetante centrifuga di frutta biologica.
 la nostra guida con vestito tradizionale ci descrive i prodotti di salumeria sul vassoio che stiamo per assaggiare

Nel pomeriggio ci attende l’ultimo museo della nostra gita, quello della scienza e della tecnica. Qui possiamo toccare molte imbarcazioni e poi alcuni aerei ascoltando le tante, forse troppe spiegazioni delle nostre due guide che in questo caso non hanno saputo cogliere appieno la necessità dei non vedenti di usare il tatto, dato che l’immagine se la devono costruire mentalmente, limitando un po’ la spiegazione teorica, che se non supportata da un riscontro visivo può diventare pesante.

 Maria esplora l’ala di un aeroplano con tatto

Dedichiamo il tardo pomeriggio agli ultimi acquisti e, dopo cena, tutti in una tipica birreria dove assaggiamo questo ottimo prodotto che ha reso famosa la città.
Martedì 1 maggio, ultimo giorno della nostra gita, prima della partenza per Verona fissata alle 13,30, facciamo quattro passi in un accogliente parco poco distante dalla stazione ferroviaria. Un musicista ci intrattiene piacevolmente e poi vediamo qualcosa di veramente inaspettato. Molti giovani si cimentano nel surf proprio nel centro di Monaco cercando di domare la corrente di un corso d’acqua che attraversa il parco non senza rischiare di cadere e sbattere nel cemento che ricopre le strette sponde. All’uscita ci saluta un’ottima orchestrina jazz improvvisata sul marciapiede.

 un surfista con la muta si mantiene in equilibrio sul surf lottando con la corrente per mantenere l’equilibrio

Raggiungiamo la stazione per addentare il consueto panino al wurstel accompagnato dall’immancabile birra e ripartiamo.. Giunti a Verona, dopo i saluti e gli arrivederci finisce la nostra breve ma intensa vacanza bavarese. Abbiamo cercato di organizzare una gita su misura per i non vedenti fornendo loro la possibilità di toccare quanto più possibile. Speriamo di esserci riusciti e se così è, dobbiamo certamente ringraziare Roberta e Giovanni che hanno collaborato attivamente nella stesura dell’itinerario e si sono dedicati a noi per tutto il tempo.

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