Guida alle agevolazioni fiscali n. 1: LE AGEVOLAZIONI PER IL SETTORE AUTO

Iniziamo la nostra disamina delle agevolazioni fiscali per i non vedenti partendo da quelle riguardanti l’acquisto di un mezzo di trasporto.
Quella dei non vedenti è una delle categorie di disabili ammessa ad usufruire delle agevolazioni per il settore auto. Vi rientrano le persone colpite da cecità assoluta o che hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione. In tale categoria, pertanto, devono comprendersi i disabili indicati agli articoli 2,3 e 4 della legge 3 aprile 2001, n.138. I citati articoli individuano esattamente le varie categorie di non vedenti,fornendo la definizione di ciechi totali, di ciechi parziali e di ipovedenti gravi. Le agevolazioni per i non vedenti previste per il settore auto possono essere riferite all’acquisto dei seguenti mezzi di locomozione:
autovetture, autoveicoli per trasporto promiscuo,
autoveicoli specifici.

La persona non vedente che decida di acquistare un automezzo appartenente ad una delle categorie appena citate ha diritto:
1) alla detraibilità ai fini Irpef delle spese per l’acquisto di mezzi di locomozione nuovi o usati e senza limiti di cilindrata, nella misura del 19 % finoall’ammontare di 18.075,99 €;
2) all’applicazione dell’aliquota IVA al 4 % per automezzi nuovi o usati, senza limiti di costo e di cilindrata fino a 2.000 centimetri cubici, se motorizzati a benzina e di 2.800 se a diesel;
3) all’esenzione permanente dal pagamento del bollo per le vetture che rientrino nei parametri per ottenere l’IVA agevolata.

Sia la detrazione IRPEF, sia l’aliquota IVA agevolata competono una sola volta nel corso di un quadriennio a decorrere dalla data d’acquisto del veicolo. È possibile riottenere i benefici sopra descritti entro il quadriennio,qualora il primo veicolo beneficiato risulti precedentemente cancellato dal Pra. In caso di furto, la detrazione per il nuovo veicolo che venga riacquistato entro il quadriennio spetta,sempre entro il limite di 18.075,99 euro, al netto dell’eventuale rimborso assicurativo.
Si può fruire dell’intera detrazione per il primo anno oppure si può optare, alternativamente, per la sua ripartizione in quattro quote annuali di pari importo.
Può essere detratto il 19 % anche sulle spese di manutenzione straordinaria dell’automezzo, sempre fino ad un ammontare di € 18.075,99.
Potrà beneficiare di tutte le agevolazioni previste (cioè, ai fini Irpef, Iva e bollo auto) anche un familiare che abbia sostenuto la spesa nell’interesse del disabile, a condizione che questo sia da considerare a suo carico ai fini fiscali. Per essere ritenuto “a carico” del familiare il disabile deve avere un reddito complessivo annuo entro la soglia di € 2.840,51, escluse eventuali indennità di accompagnamento e pensioni d’invalidità.
L’aliquota IVA agevolata si applica solo per acquisti effettuati direttamente dal disabile o dal familiare di cui egli sia fiscalmente a carico. Restano pertanto esclusi da questa agevolazione, così come dall’esenzione del pagamento del bollo, gli autoveicoli (anche se specificamente destinati al trasporto di disabili) intestati ad altre persone, a società commerciali, cooperative, enti pubblici o privati, i quali possono fruire solamente delle detrazioni IRPEF.
La documentazione da produrre per attestare il diritto alle agevolazioni è la seguente:
1) certificato di invalidità che attesti la condizione, rilasciato da una commissione medica pubblica;
2) ai soli fini dell’agevolazione Iva,dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante che nel quadriennio anteriore alla data di acquisto non è stato acquistato un analogo veicolo agevolato. Nell’ipotesi di acquisto entro il quadriennio occorre consegnare il certificato di cancellazione rilasciato dal pubblico registro automobilistico;
3) nel caso d’intestazione del veicolo ad un famigliare fotocopia dell’ultima dichiarazione dei redditi (o autocertificazione) da cui risulti che il disabile è a carico dell’intestatario.

Dal canto suo, l’impresa venditrice del veicolo con applicazione dell’aliquota agevolata deve:
1) emettere fattura (anche quando non richiesta dal cliente) con l’annotazione che si tratta di operazione ai sensi della legge 97/86 e della legge 449/97, ovvero della legge 342/2000 o della legge 388/2000. Nel caso di importazione gli estremi della legge 97/86 vanno riportati sulla bolletta doganale;
2) comunicare all’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate la data dell’operazione, la targa del veicolo, i dati anagrafici e la residenza del cessionario. La comunicazione va eseguita entro il termine di trenta giorni dalla data della vendita o della importazione. Essa va effettuata nei confronti dell’ufficio territorialmente competente in ragione della residenza dell’acquirente.
Per quanto riguarda l’esenzione dal pagamento del bollo auto, l’ufficio competente ai fini dell’istruttoria delle nuove pratiche a cui il disabile dovrà rivolgersi è l’ufficio Tributi dell’ente Regione. Nelle province di Trento e Bolzano la competenza è dell’ente Provincia. Tuttavia, nelle Regioni in cui tali uffici non sono stati istituiti il disabile può rivolgersi all’Ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate. La targa dell’auto prescelta dovrà essere indicata al competente Ufficio, al momento della presentazione della documentazione.
Il disabile che ha fruito dell’esenzione deve,per il primo anno, presentare o spedire per raccomandata AR all’Ufficio competente (della Regione o dell’Agenzia delle Entrate) la documentazione indicata più avanti, nell’apposito paragrafo. La documentazione va presentata entro 90 giorni dalla scadenza del termine per il pagamento non effettuato a titolo di esenzione (un eventuale ritardo nella presentazione dei documenti non comporta, tuttavia, la decadenza dall’agevolazione). Pertanto, se è prodotta oltre il termine di 90 giorni ha validità anche per i periodi precedenti in presenza delle condizioni soggettive stabilite dalla normativa vigente al momento. Gli uffici che ricevono le istanze sono tenuti a trasmettere al sistema informativo dell’Anagrafe tributaria i dati contenuti nella richiesta stessa (protocollo e data, codice fiscale del richiedente, targa e tipo veicolo, eventuale codice fiscale del proprietario di cui il richiedente risulta fiscalmente a carico). Gli uffici sono tenuti a dare notizia agli interessati sia dell’inserimento del veicolo tra quelli ammessi all’esenzione,sia dell’eventuale non accoglimento dell’istanza di esenzione. L’esenzione dal pagamento del bollo auto, una volta riconosciuta per il primo anno, prosegue anche per gli anni successivi, senza che il disabile sia tenuto a rifare l’istanza e ad inviare nuovamente la documentazione.
Dal momento in cui vengono meno, però, le condizioni per avere diritto al beneficio (ad esempio, perché l’auto viene venduta) l’interessato è tenuto a comunicarlo allo stesso ufficio a cui era stata richiesta l’esenzione.
Non è necessario esporre sul parabrezza dell’auto alcun avviso circa il diritto alla esenzione dal bollo.

Lascia un commento