Le maschere veneziane e i cicchetti

Partiti dalle città di Firenze, Alessandria, Milano, Mantova, Vicenza, Padova, Mestre e Trieste, alcuni soci Goldvis si sono dati appuntamento davanti alla stazione di Venezia.
Pronti per un’insolita visita nel capoluogo del veneto gli amici Goldvis si sono diretti verso il laboratorio di maschere Ca’ del Sol. Ad attenderli un caratteristico artista: capelli lunghi, basco in testa e camice bianco macchiato dei più svariati colori.
Con tanta sensibilità nei confronti delle persone non vedenti il maestro ha spiegato e fatto toccare i vari materiali con cui si costruiscono le maschere a Venezia: dal cuoio alla carta pesta, dai merletti inamidati, al ferro per concludere con le maschere ricoperte di svaroski.
Ognuno di noi ha potuto toccare i negativi, quindi la realizzazione finale  di quelle piccole opere d’arte. La descrizione è stata completata con la spiegazione delle diverse metodologie di decorazione.
A questo punto si è passati all’illustrazione delle maschere più famose, della loro origine e della loro storia. Il presidente ha fatto da modello con la disapprovazione del suo piccolo bimbo. Ha indossato la maschera tipicamente veneziana dell’austero Pantalone, ma anche quella del burlone Arlecchino e poi via via tutte quelle della commedia dell’arte. Per chi ha voluto poi il negozio antistante ha permesso l’acquisto di maschere di tutti i tipi.
Dopo tanta concentrazione l’ugola e lo stomaco richiedevano liquidi e zuccheri e in tutta fretta il gruppo ha preso d’assalto un tipico bacaro veneziano per uno spritz e una “sardea” fritta, quindi la compagnia si è catapultata in un ristorante. Qui ad attenderla i classici cicchetti veneziani, ma una volta riempita la pancia era necessario completare con un buon caffè proso alla torrefazione di Cannaregio.
Per la prima volta la degustazione non è stata di vini ma di caffè: quello proveniente dal Guatemala, quello dall’India e quello dall’Etiopia, quello della qualità Robusta e quello della qualità Arabica. Durante il sorseggiamento delle varie miscele un’esperto ha spiegato la provenienza dei vari caffè, il tipo di raccolta, di lavorazione, e di trasporto dei chicchi facendoci apprezzare i diversi profumi e consistenza del macinato. Anche qui c’è stata la possibilità di acquistare i più svariati tipi di caffè.
Carichi quanto basta alcuni soci si sono diretti verso piazza San Marco per una veloce visita, altri a fare shopping, altri ancora si sono diretti alla stazione per il ritorno a casa.
Arrivederci al prossimo appuntamento per una degustazione di vini e per gli auguri di Natale.

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