MOSTRA AU REVOIR MARILYN

Marilyn Monroe

 foto  volantino promozionale della mostra dedicata a Marilyn Monroe

Domenica 14 ottobre una trentina di soci hanno partecipato ad una degustazione di vini presso il Girasole di Isola della Scala, in un percorso immaginario tra Veneto e Toscana alla scoperta dei piatti della tradizione. Un bel momento trascorso in buona compagnia, assaporando ottimi cibi accompagnati da vini appropriati e resi ancor più interessanti dalle preziose descrizioni di Guido.
Nel pomeriggio ci siamo recati a Sanguinetto, per intraprendere un altro viaggio, ma questa volta nell’arte, alla scoperta di Marilyn! Infatti Gianni Bortolazzi, un caro amico, ha allestito una mostra che raccoglie delle “visioni”, ovvero delle opere che egli ha realizzato ispirandosi a fotografie ed oggetti appartenuti alla grande diva.
Già la location ci ha colpito, si tratta di un ex convento di monache. Qualcuno di noi ha subito pensato alla strana mescolanza di sacro e profano! L’autore ci ha accompagnato nelle varie celle dove aveva esposto le sue opere descrivendole con dovizia di particolari. Così anche chi non vede ha potuto godere e capire di quanto esposto. Gianni ci ha fatto conoscere Marilyn come persona ed artista e ne è emerso un personaggio molto diverso da quello che molti di noi si erano immaginati per i condizionamenti dei media. Così abbiamo scoperto una persona colta, sensibile e preparata anche se fragile.
Una visita particolare che non si è fermata a ciò che si può vedere con gli occhi ma si è spinta ben oltre stimolando ciò che si può vedere con la fantasia, l’intelligenza e la cultura. Tutto questo per noi non vedenti è indispensabile per poter partecipare ad una simile manifestazione ed è possibile solo grazie alla sensibilità di persone particolarmente acute che riescono a vedere oltre. In questo caso l’autore è riuscito perfettamente! L’ultima cella conteneva tre opere dedicate proprio a chi non vede e non a caso era appena illuminata. Si tratta di composizioni che lasciano solo intravedere e il visitatore deve riuscire a interpretare non fermandosi al poco che i suoi occhi vedono. Tutto questo ben spiegato da Gianni è stato molto apprezzato dai non vedenti della compagnia ma anche dai nostri amici vedenti tanto che qualcuno di loro si è commosso . Questo significa che l’artista è riuscito perfettamente nel suo intento e cioè quello di far capire le sue opere anche a chi non vede ma soprattutto di far capire a chi vede che gli occhi non bastano se si vuole cogliere l’essenza, il vero significato delle opere d’arte e bisogna usare anche altri occhi di cui tutti siamo dotati ma che non utilizziamo perché non sappiamo guardare veramente.

Lascia un commento