SCI E SPORT INVERNALI

PARLIAMO DI SCI E DI ALTRI SPORT INVERNALI


Nemmeno la neve è terreno sportivo impossibile per i non vedenti!
All’inizio era lo sci di fondo, con gli atleti privi della vista a loro agio fra le corsie tracciate sulla neve. Successivamente i più temerari, con l’aiuto di guide che con l’uso della voce o in collegamento via radio, hanno tentato l’approccio allo sci alpino, volgarmente chiamato sci da discesa. L’esperimento è pienamente riuscito, tanto che, oltre alle gare di fondo, la fine degli anni ottanta ha visto la nascita di competizioni caratterizzate da discese tra pali larghi e stretti.
Analogamente a quanto avviene nell’atletica leggera e nel nuoto, gli atleti, sia nello sci alpino, sia in quello nordico, vengono suddivisi in categorie a seconda della disabilità, con i B1 radio-guidati, i B2 con una guida che li precede mostrando semplicemente il percorso, mentre i B3, ipovedenti meno gravi, che gareggiano autonomamente.
Inizialmente venivano stilate tre classifiche ben distinte, ma da circa un decennio è stato introdotto un sistema di perequazione che permette ai non vedenti di confrontarsi anche con i disabili motori, stilando classifiche molto veritiere. Nelle gare internazionali di sci nordico è stata introdotta la staffetta con le squadre composte da un amputato, un disabile della vista ed un paraplegico che scia su monorotaia
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