SPORT ACQUATICI

NUOTO, VELA E SUB

Il nuoto è stata una delle prime discipline ad essere praticate dai non vedenti, sia a livello amatoriale, sia a livello agonistico. Preso inizialmente in considerazione come esercizio ginnico utile per migliorare alcuni difetti di postura direttamente collegati con l’handicap della cecità, col progressivo sviluppo dell’attività agonistica, il nuoto è divenuto una delle discipline di riferimento per tutti i gruppi sportivi italiani. Fin dall’inizio degli anni ottanta sono state organizzate gare ufficiali come i campionati italiani ed altre competizioni. Se praticato in piscina, infatti, il nuoto garantisce grande autonomia alla persona cieca, in quanto la stessa si trova a gestire uno spazio ben circoscritto.
Gli atleti privi della vista sono in grado di gareggiare in tutti e quattro gli stili codificati e vengono suddivisi in due categorie, in quanto è stato riscontrato che le persone completamente prive della vista hanno maggiori difficoltà nel tenere la traiettoria migliore in corsia, soprattutto quando si tratta di eseguire l’operazione di virata.

Verso la metà degli anni novanta il Lago di Garda, sito ideale per il mondo della vela per la presenza di variegate tipologie di vento, è stato teatro dei primi corsi sperimentali rivolti a persone prive della vista che volessero cimentarsi con questa affascinante disciplina sportiva. L’iniziativa ha riscosso un grande successo, tanto da invogliare alcuni ingegnieri a mettersi al lavoro per trovare una soluzione che permettesse ad un equipaggio composto completamente da persone prive della vista la gestione di un’imbarcazione a vela in completa aautonomia. Grazie ad un GPS dotato di sintesi vocale, abbinato ad un sistema di segnalazioni acustiche in grado di indicare la presenza di ostacoli ed imbarcazioni, ciò è stato reso possibile. Dalla fine degli anni novanta del XX secolo ha preso il via il Progetto Omerus, mentre in molte zone d’Italia si sono sviluppate scuole di vela per non vedenti. Se vi capitasse d’incrociare un’imbarcazione con le vele colorate di marrone antico in alto e di bianco in basso, sappiate che si tratta di un natante completamente gestito da persone prive della vista.

Contemporaneamente alcuni non vedenti hanno iniziato un percorso che li avrebbe portati a cimentarsi con maschera e bombole d’ossigeno. Infatti, accompagnate da un istruttore normo-dotato, alcune persone possono conseguire il patentino di subacqueo.

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