VIVERE SENZA LA VISTA MA NON DA EMARGINATI (l’Arena del 11.10.2010)

foto di gruppo gita Malcesine 18 settembre 2010

È nata GoldVis, l’associazione per la difesa dei diritti di non vedenti e ipovedenti. Il sodalizio promuove iniziative con chi vede normalmente, come le cene o lo sport al buio, per avvicinare tutti ai problemi della cecità VERONA. «L’amicizia innanzi tutto». Non è soltanto un’opinione ma il credo della nuova associazione GoldVis nata a Verona a tutela dei disabili della vista. Fondata da Maurizio Mariotto, ex presidente della sezione scaligera dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, insieme ad un gruppo di amici sia vedenti che non vedenti, ha scelto di chiamarsi così ricavando l’acronimo della frase «Guardare Oltre La Disabilità V isiva» ed ha come proposito l’integrazione tra minorati della vista e normodotati affinché godano della stessa dignità umana e giuridica. «Non intendiamo metterci in competizione con l’ Uici», spiega Mariotto, «ma desideriamo confrontarci. Il nostro è un invito che rivolgiamo all’esterno ad entrare nel nostro mondo che ai più è sconosciuto e niente affatto triste, ma pieno di risorse. Chiunque sia disabile visivo, perciò, potrà offrire il suo contributo d’idee e di energia, nonché affiancarci ed aiutarci a raggiungere i nostri scopi». «Chi vede e chi non vede può camminare insieme», specifica Vanni Martini, vicepresidente di GoldVis. «L’importante è creare opportunità di incontro e creatività facendo largo alle idee con spirito solidale». Cultura, vita sociale, gite culturali, sport: il cartellone della onlus si presenta denso di attività e c’è spazio anche per il Torball (calcetto di ciechi), lo show-down (ping pong per nonvedenti), il paracadutismo, il trekking in montagna, la piscina, la vela, il parapendio, visite guidate ai musei e partecipazione ad eventi musicali e teatrali. «Uno dei nostri punti di forza, inoltre, sono le cene ed i bar al buio», aggiunge Mariotto, «che consistono in convivi culinari, coffee break, happy hour o piccoli ristori in totale oscurità, preparati dai nonvedenti pro vedenti per far provare loro sensazioni ed emozioni che non conoscono». E proprio una cena al buio a Sorgà, all’agriturismo Corte Italia, sabato scorso ha inaugurato l’attività di GoldVis. «Siamo reduci da una recente esperienza simile a Lonigo, a settembre, dove abbiamo allestito un bar al buio. I partecipanti hanno espresso considerazione lusinghiere sull’utilità di eventi del genere che invitano alla riflessione», ha sottolineato Mariotto, «e siamo rimasti colpiti in particolare dal commento di una ragazza sulle problematiche dei ciechi. Ha detto “Non parcheggerò più la macchina in un posto per disabili”. Vivere nel buio è una caratteristica peculiare della persona cieca», prosegue Mariotto. «Sappiamo che è anche la situazione che terrorizza di più le persone. Trascorrere una serata in completa assenza di luce, compiendo una delle azioni più comuni della vita, mangiare, aiuta ad esorcizzare questo timore e a comprendere meglio una condizione a molti sconosciuta». Accanto alle attività ludiche GoldVis intende occuparsi della preparazione informatica del non vedente e dell’ipovedente e dell’apprendimento con ausili ottici e strumenti tiflologici (sintesi vocale, videoingranditori) indispensabili a chi ha deficit visivi. Il sito Internet è www.goldvisonlus.it dove lo staff mette a disposizione dell’utente e degli aspiranti soci le indicazioni per iscriversi all’associazione. (M.P.)

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